Un erba spontanea abbondante da sempre presente nella tradizione contadina per le numerose proprietà benefiche per l’organismo.

Origine

Il nome deriva dal geco “tarakè” che significa scompiglio, turbamento e da “akos” cioè rimedio, da cui Taraxacum, ovvero “rimedio contro i disordini e le perturbazioni dell’organismo”. Nel  Medioevo era conosciuto come Fiore del diavolo, venendo demonizzato, perchè portatore di turbamento.

E’ conosciuto anche come Dente di leone, per la rosetta di foglie seghettate simili ai denti del re degli animali, oppure Soffione,  per i frutti a forma di palla che soffiati o con il vento si disperdono oppure Piscialletto, per le sue proprietà diuretiche.

Il Tarassaco è famoso fin dall’antichità sia come pianta commestibile sia per le sue notevoli proprietà medicinali essendo presente in tutte le zone temperate del pianeta, Esso è apprezzato anche dagli animali, che ne mangiano i semi e l’intera pianta o, come le api, ne ricavano un miele gustoso e benefico.

Descrizione della pianta

Il Tarassaco appartiene alla famiglia delle Asteracee (o Composite). La radice, grossa, fittonante, di colore bruno e rugosa, è la parte del tarassaco ricca di proprietà curative. Direttamente dalla radice si sviluppa, a partire dal suolo, l’apparato fogliare. Questo è costituito da una rosetta di foglie basali che hanno gambi molto corti e che dipartono dal terreno.

Le foglie sono semplici, di colore verde tenue, hanno un margine dentato e sono oblunghe e lanceolate. Dalla rosetta delle foglie dipartono diversi fusti, di superficie liscia, consistenza cava e senza ramificazioni. All’apice c’è un capolino da cui nascono i fiori con petali di colore giallo sgargiante e che poi si trasforma in una soffice sfera bianca.

Questa sfera dall’aspetto piumoso è l’infruttescenza, l’insieme dei frutti del Tarassaco.

Il momento migliore per raccogliere le foglie di tarassaco è quando le piantine non sono ancora fiorite, poiché i principi attivi in esse contenuti sono al loro massimo quindi da ottobre ad aprile. Le radici si raccolgono da giugno a settembre. I fiori sbocciano da marzo a novembre.

Essendo molto diffuso è fondamentale raccogliere le varie parti della pianta in luoghi sicuri lontani da strade e possibili fonti di inquinamento.

Utilizzi e impieghi

E’ la pianta nota da sempre per il suo effetto depurativo e diuretico, una delle piante detox per eccellenza. Nella medicina popolare è sempre stata utilizzata per trattare infiammazioni delle vie urinarie, emorroidi, affezioni cutanee, gotta e disturbi reumatici.

principi attivi responsabili delle proprietà del tarassaco sono: triterpeni, lattoni sesquiterpenici (principalmente taraxacina), flavonoidi, inulina, potassio, ferro, calcio, vitamina C e vitamina K.

Per le proprietà note del Tarassaco ha una azione importante la taraxacina che influisce sull’aumento della produzione di bile migliorandone il deflusso dal fegato all’intestino.

L’azione sul fegato unita alla presenza di potassio e di flavonoidi, stimolanti la diuresi, determinano l’effetto detox della pianta garantendo una migliore e più efficace espulsione delle tossine che si accumulano nel nostro corpo. L’inulina, fibra solubile, è molto utile nella regolarizzazione del transito intestinale.

Il Tarassaco, oltre che in fitoterapia ed erboristeria, è molto noto e utilizzato anche in cucina ove si utilizzano principalmente le parti aeree, ovvero le foglie e il fiore.

Il tarassaco può essere cucinato direttamente in padella con aglio e olio, oppure cotto a vapore, in insalata, nella frittata, come ingrediente di torte salate e sformati o per fare i risotti.

Il sapore del tarassaco è leggermente amarognolo, questo perché  le sostanze responsabili di tale sapore svolgono un ruolo nella funzionalità digestiva stimolando la produzione di saliva e acido gastrico, preparando così il nostro organismo al processo digestivo.

Le foglie di tarassaco utilizzate in cucina sono inoltre un ottimo modo per garantirsi un buon apporto di ferro, il cui assorbimento è facilitato dalla presenza di vitamina C

Dalle radici del tarassaco, tostate e macinate, si ricava un surrogato del caffé, gustoso e totalmente privo di caffeina.

Curiosità

Grazie al suo aspetto e alla sua evoluzione il Tarassaco è sempre stata un pianta a cui sono stati associati molti simbolismi con anche proprietà magiche.

Nella credenza popolare, i soffioni avevano valenza di oracolo. I giovani innamorati soffiavano il frutto e se tutti i piumini fossero volati via al primo soffio la credenza diceva che la persona amata avrebbe ricambiato il loro amore altrimenti, il numero di piumini rimasti attaccati alla pianta avrebbe indicato il tempo necessario per essere corrisposti.

Le fattucchiere, invece, si frizionavano tutto il corpo con il Tarassaco perché le avrebbe aiutate a farsi accettare dalla gente e a realizzare i propri desideri.

Nell’immaginazione il Tarassaco è utilizzato come metafora di libertà, crescita, distacco che permette di “prendere il volo” nella vita, capacità e voglia di ricominciare.

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